Una denuncia dura contro la nomina (articolo su Gazzetta del Sud riportato nel testo) del cardinale Robert Sarah, simbolo della falange conservatrice cattolico-romana che attua comportamenti di emarginazione e discriminazione pastorale nei confronti della comunità lgbt+

Si fa seguito all'articolo "Papa Leone nomina il cardinale Robert Sarah inviato speciale papale " pubblicato da Gazzetta del Sud al seguente link https://gazzettadelsud.it/articoli/societa/2025/05/20/papa-leone-nomina-il-cardinale-robert-sarah-inviato-speciale-papale-797a3df9-d555-4958-9b62-d0eb8b5b8165/

C’è un punto in cui la diplomazia diventa complicità. Un momento in cui il “dialogo” non è più una forma di apertura, ma un paravento per il potere. Con la nomina (come riportato da Gazzetta del Sud) di Robert Sarah a “inviato speciale" di Prevost, la Chiesa di Roma ha oltrepassato quella linea. Lo ha fatto con decisione, con fredda lucidità, e soprattutto: senza vergogna.

Perché Robert Sarah non è un personaggio neutro. Non è un vescovo tra tanti. È da anni una delle voci più "violente", teologicamente raffinate e pubblicamente accettate dell’omofobia ecclesiastica cattolico-romana. Le sue frasi parlano da sole.

  • "Lo que en el siglo XX fueron el nazismo, el fascismo y el comunismo, lo son hoy las ideologías occidentales sobre la homosexualidad y el aborto". Sinodo sulla Famiglia, 2015 - Swissinfo.ch
  • "La Chiesa non ha mai giudicato le persone omosessuali, ma i comportamenti e le unioni omosessuali sono una grave deviazione della sessualità". Intervento al Sinodo per la Famiglia, 2015
  • "Le unioni omosessuali sono un regresso di civiltà". Intervista a Repubblica, 2015 - Libero Quotidiano
  • "La teoria del gender è una teoria aberrante e perversa". Prefazione al libro "Verso una rivoluzione antropologica", 2015 - Il Giornale
  • "La teoria del gender e il matrimonio tra persone dello stesso sesso sono una deviazione". Presentazione del libro "Dio o niente", Portici, 2016 - Fanpage
  • "Alcune ideologie occidentali, come il gender, sono più pericolose del terrorismo di Daesh". Rimini, Meeting CL, 2016 - Il Foglio
  • "Le unioni tra persone dello stesso sesso sono un’utopia distruttiva per la famiglia e un regresso di civiltà". Congresso Eucaristico Nazionale, Firenze, 2015 - Repubblica
  • "La famiglia naturale è sotto attacco, soprattutto da parte di potenti lobby LGBT" - Prefazione al libro La force du silence, 2016 - La Nuova Bussola Quotidiana
  • "Ogni bambino ha diritto a un padre e a una madre. Le adozioni da parte di coppie omosessuali sono una forma di violenza". John Paul II Institute, Roma, 2016 - Catholic News Agency
  • "La rottura delle relazioni fondamentali della vita di una persona – attraverso la separazione, il divorzio o imposizioni distorte della famiglia, come la convivenza e le unioni omosessuali – è una ferita profonda che chiude il cuore all’amore fino alla morte". Discorso al National Catholic Prayer Breakfast, Washington, 2016
  • "Accogliere le persone non significa accettare comportamenti contrari alla verità del Vangelo. L’omosessualità è un disordine morale". Wall Street Journal, 2017 - WSJ
  • "Le persone LGBT hanno diritto alla verità". Editoriale sul Wall Street Journal, 2018 - La Nuova Bussola Quotidiana
  • "L’Africa è minacciata da una nuova forma di colonialismo: l’imposizione dei diritti LGBT dall’Occidente". Intervista a Le Figaro Magazine, 2019 - Le Figaro

Non sono scivoloni. Non sono opinioni isolate. Sono attacchi sistematici alla dignità di milioni di persone LGBTQIA+. Sono parole pensate, pubblicate, ripetute, difese. E oggi, se la nomina fosse reale, sono premiate.

Il Vaticano avrebbe creato una nuova categoria ad hoc: “inviato speciale” del vescovo di Roma, con una missione specifica nel Sud globale. Lì dove la chiesa vaticana cresce di più. Lì dove può esercitare il suo potere politico, morale, economico. Lì dove Sarah è popolare. Non sarebbe solo una nomina, ma una legittimazione. Sarebbe la dichiarazione ufficiale che le sue idee non sono un problema, ma una risorsa. E allora diciamolo chiaramente: questa sarebbe una scelta di campo. Non un compromesso tra diverse sensibilità. Non un tentativo di conciliazione. Ma un’alleanza con la parte più dura, più chiusa, più reazionaria della Chiesa di Roma. È uno schiaffo ai poveri illusi che speravano davvero che qualcosa stesse cambiando. È un tradimento a queste persone, ma soprattutto al Vangelo.

Bergoglio è stato un maestro del populisimo nel dire una cosa e farne un’altra. “Chi sono io per giudicare?”, disse una volta, ma non ha mai modificato i documenti ufficiali della sua chiesa e quindi ad oggi non è cambiato nulla. Oggi il suo successore (come riportato dalla fonte citata sopra) nomina chi giudica, condanna e infierisce. È facile essere accoglienti nei discorsi, quando si parla a nome della propria chiesa, e non scrivere nulla di uffficiale, più difficile negare le parole dette ed essere leali e coerenti nelle nomine. E con Sarah, Leone XIV avrebbe fatto una scelta precisa: premiare chi considera i diritti lgbt+ un pericolo per la civiltà. È un’ipocrisia che fa male. Che uccide la fiducia delle persone e delle associazioni lgbt+. Che rende impossibile ogni dialogo reale.

Robert Sarah è un teologo conservatore, propagandista dell’odio, ben educato, ben vestito, ben protetto. La sua promozione non è una svista: è un piano della Chiesa di Roma. E questo piano ha un solo obiettivo: rafforzare una chiesa che continua a trattare le persone LGBTQIA+ come una minaccia da contenere.

Chi tace, acconsente.
Chi minimizza, partecipa.
Chi giustifica, si sporca le mani.

(Questo contenuto è di proprietà della Chiesa Vetero Cattolica Riformata)


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