logo Chiesa Vetero Cattolica RiformataChi siamo

  • 24 settembre 2022 - Torino: Sinodo che ha formalmente costituito la Chiesa Vetero-Cattolica Riformata ed eletto il Vescovo Stefano. Hanno partecipato tutti i fratelli e le sorelle che sentivano la necessità di creare una rinnovata e riformata chiesa vetero-cattolica, in cammino sulla strada indicata da Gesù nei Vangeli e attiva presenzialmente e fisicamente nella società.
  • 8 dicembre 2022: consacrazione del Vescovo Stefano.
  • 16 agosto 2023: incardinazione della Diocesi d'Inghilterra.

Il nome di Chiesa “vetero-cattolica” non esprime conservatorismo, bensì l’intento di un ritorno alle originarie fonti cristiane.

La storia

Il Vetero-Cattolicesimo nasce formalmente nel 1870, quando molti studiosi (fra i più importanti dell’epoca, specie di Sacra Scrittura e di Storia del Cristianesimo e della Chiesa!) rifiutano di sottomettersi ai nuovi dogmi imposti dal Concilio Vaticano I: infallibilità del papa e suo potere di governo (giurisdizione universale) sulla Chiesa intera. Fin dall’inizio, questa Chiesa ha avuto consapevolezza di una triplice vocazione:
1. opporsi alle crescenti pretese della Chiesa Cattolico Romana di quell'epoca;
2. presentare una Chiesa da un lato più fedele alle origini e dall’altro capace di applicare il Vangelo nella quotidianità;
3. impegnarsi nell’ecumenismo;

 Dottrina

  • La Sacra Scrittura, norma ultima della fede e della vita cristiana, contenuta nei libri del Primo e del Nuovo Testamento. Si riconosce il valore della Tradizione Apostolica, quella cioè che ha portato alla formazione del canone del NT, necessaria per una corretta comprensione della Parola di Dio che ci viene comunicata attraverso la Scrittura stessa.
  • La Parola di Dio si pone nella tensione di un Nuovo Testamento che non sostituisce, ma re-interpreta un Testamento che non è superato, né annullato, ma che continuando a costituirne le imprescindibili radici, è semplicemente “ri-letto”. Questo metodo che situa la Parola nell’oggi, consente di rileggere continuamente le Scritture per preservarne l’essenza, perché non l’uomo è stato fatto per la legge, ma la legge per l’uomo.
  • Si accettano le definizioni dogmatiche dei primi 7 concili, gli unici realmente ecumenici (in particolare, Trinità e Incarnazione). Le decisioni successive, anche se prese da un qualsiasi concilio, vanno verificate alla luce della Scrittura e di queste definizioni.
  • Crediamo in Dio Padre e in Gesù Cristo, suo Figlio, Dio fatto carne, nella sua opera di redenzione e nel suo ritorno alla fine dei tempi. Crediamo nella presenza dello Spirito Santo che agisce in tutta la Chiesa e procede dal Padre, come recitiamo nel “Credo”.
  • Crediamo nella forza spirituale della preghiera e nell’intervento di Dio che ci libera e guarisce con la sua Parola.
  • Crediamo la Chiesa, una, santa, cattolica (cioè universale) e apostolica, e ci consideriamo un’istanza di riscoperta delle fonti cattoliche e del rinnovamento della Chiesa.
    Siamo giustificati per fede che deve necessariamente esprimersi nelle opere dell’amore.
  • Crediamo che la Chiesa debba essere indipendente dallo Stato Vaticano e governata in ogni nazione dal Consiglio Sinodale composto da laici e da ministri ordinati. Confessiamo che deve essere Ecumenica, Democratica e Fraterna ed esistere soprattutto per i Poveri, gli Emarginati, i Peccatori, gli Ammalati, i Sofferenti, i Fragili, gli Abbandonati, i Prigionieri…
  • Il Vescovo di Roma (il Papa) detiene un primato d’onore ed è soltanto un primus inter pares, ma per motivi storici, non per volontà divina; lo consideriamo fallibile come ogni altro essere umano così come hanno creduto tutti i cristiani-cattolici fino all’anno 1870 e non ha nessuna giurisdizione sulla Chiesa universale. La Chiesa di Roma è solamente una delle tante chiese cattoliche esistenti.
  • La Chiesa ha struttura sinodale e i vescovi, eletti da clero e laici, garantiscono la successione apostolica.
  • Si conservano la grande tradizione spirituale e liturgica del Cattolicesimo, compreso il settenario sacramentale. Si dà priorità a Battesimo ed Eucaristia quali sacramenti storici. Si crede nella presenza reale di Gesù nell’Eucaristia, ma non nella transustanziazione. La confessione privata è facoltativa. Prevista la riconciliazione pubblica durante la celebrazione eucaristica.
  • Il culto si celebra fin dagli inizi nella lingua del popolo, dando molta importanza alla predicazione e respingendo forme di pietà eccessive o superstiziose (abusi nel culto dei santi, nel culto mariano, reliquie, ecc.). Crediamo nella Santa Messa, festa e banchetto di gioia, durante la quale spezziamo il pane e beviamo il vino - vero Corpo e vero Sangue di Gesù Cristo – comunicando tutti e tutte con entrambi gli elementi.
  • Crediamo nel sacramento dell'ordine sacro. Il celibato dei ministri ordinati è opzionale. Possono intraprendere il cammino di discernimento e lo studio teologico in preparazione agli ordini sacri sia uomini sia donne.
  • Crediamo che tutti i fedeli possano poter ricevere tutti i sacramenti, nonostante un eventuale divorzio, come in tutta la Chiesa, fino al III secolo. Non si nega il sacramento dell'unione d'amore alle persone divorziate.
  • Crediamo che le coppie abbiano il dovere e il diritto di esercitare una genitorialità responsabile, scegliendo in base alle loro necessità gli eventuali metodi contraccettivi.
  • Crediamo nella positività intrinseca della forza sessuale e affettiva, che costituisce un grande dono di Dio. La Chiesa deve essere inclusiva verso tutti senza distinzione di etnia o sesso. La Chiesa non può e non deve essere discriminante o escludere dai sacramenti, compreso l’ordine sacro, qualcuno.
  • Crediamo che Maria di Nazaret sia madre di Dio, ma non condividiamo le successive speculazioni sulla sua immacolata concezione, assunzione in cielo, mediazione universale, corredenzione.
  • Nella comunione dei santi si può pregare gli uni per gli altri anche al di là del limite della morte; ma ‘santi’ sono tutti i credenti, e non esiste dottrina del purgatorio e delle indulgenze.
  • In Italia tutti i presbiteri si mantengono attraverso un’attività lavorativa che pur sottraendo forze ed energie per la pastorale al tempo stesso contribuisce ad abbattere la barriera tra laicato e clero in virtù del sacerdozio universale di tutti i credenti.

 

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