Il messaggio di Pasqua del nostro Arcivescovo Stefano

«Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto.» (Lc 24,5-6)
Care sorelle e cari fratelli,
la voce che risuona nella tomba vuota del mattino di Pasqua è una provocazione radicale: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?” Non è solo una notizia da accogliere, è un invito a cambiare prospettiva. È la fine della rassegnazione, l’inizio di un nuovo sguardo sul mondo.
Il Risorto non è dove l’umanità ha imparato a seppellire la speranza: non è nel cinismo che spegne i sogni, non è nella violenza che distrugge popoli, non è nei meccanismi che producono scarti umani. È vivo, e ci precede. Dove? Lì dove noi non vogliamo o non sappiamo guardare.
Cristo risorto vive nelle storie ferite della nostra società.
Vive nei campi profughi dove bambini imparano la parola “guerra” prima di “pace”.
Vive nelle famiglie che lottano per arrivare a fine mese mentre il mondo si abitua all’ingiustizia come fosse una normalità.
Vive nelle donne discriminate, nei giovani esclusi, negli anziani dimenticati, nelle persone lgbt+ emarginate dalle chiese e dalle società.
Vive in chi continua a costruire ponti mentre altri erigono muri.
E allora, la Pasqua non è solo una memoria che tutti gli anni celebriamo, ma una chiamata urgente a cambiare stile di vita, a convertirsi al Vangelo della vita concreta. Non possiamo più permetterci un cristianesimo che consola senza trasformare, non è più credibile! Se il Vangelo non viene vissuto in modo concreto, esso diventa solo annunciato dai pulpiti e non è più affascinante. La Risurrezione non è evasione dal mondo, è immersione piena nella realtà con occhi rinnovati.
Nel Vangelo di Luca, Gesù risorto non appare da lontano. Cammina sulle strade, si ferma con i delusi, entra nelle case. Non annuncia un’altra religione, ma una vita nuova. Non condanna chi ha paura, ma accende il cuore. Non scaccia i dubbiosi, ma spezza il pane con loro.
Oggi la Chiesa di Dio è chiamata a essere questa presenza: una comunità pasquale che non cerca tra i morti, ma abita la vita. Che non resta chiusa nei recinti del sacro, ma si lascia trovare sulle strade dell’umanità, là dove la croce è ancora conficcata nella carne del mondo.
Pasqua è la promessa che il bene non è mai vano, che l’amore ha l’ultima parola, che la giustizia è possibile e l'uguaglianza esiste davvero.
Il Risorto ci affida una missione: non guardare indietro, ma avanti. Non accontentarci di una fede tranquilla, ma camminare con coraggio verso un mondo diverso. Il mondo ha bisogno di testimoni, non di spettatori. Ha bisogno di comunità che non solo celebrino la Pasqua, ma la vivano ogni giorno.
Cristo è risorto. E con Lui può risorgere anche il domani imminente della nostra società.
A ciascuno, a ciascuna: buona Pasqua.
Una Pasqua che scuote, che rialza, che invia.
Una Pasqua vera.
++Stefano

(Questo contenuto è di proprietà della Chiesa Vetero-Cattolica Riformata)


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