Comunicato della Chiesa Vetero Cattolica Riformata in difesa di Padre Giuliano Costalunga
Ribadiamo la libertà religiosa, sancita dalla Costituzione Italiana, riflettiamo sul ministero presbiterale, sull'appartenenza e sull'accoglienza, sul dialogo ecumenico, su scismi e poteri ecclesiastici, su Eucaristia e visione di Chiesa in ottica vetero cattolica.
Prima, però, è necessario ricapitolare i fatti pregressi: Padre Giuliano Costalunga è un nostro fratello nel Presbiterato che, dopo essere stato ordinato nella Chiesa di Roma, ha lasciato quel contesto e ha aderito al Vetero Cattolicesimo. Le differenze tra Cattolicesimo Romano e Vetero Cattolicesimo sono molteplici: non riteniamo infallibile il Vescovo di Roma e non accogliamo il dogma dell’Immacolata Concezione (Patriarchi, 2006; Owels, 2013). Ulteriori differenze emergeranno nelle prossime righe.
La Chiesa Vetero Cattolica Riformata è uno dei volti del Vetero Cattolicesimo, ed è presente nella forma di piccole comunità in Italia e in Europa.
Sin da ora, occorre precisare che la Costituzione Italiana garantisce la libertà religiosa (art. 19): i cittadini possono aderire liberamente alla religione o -in questo caso- alla denominazione Cristiana che desiderano. Padre Giuliano, aderendo al Vetero Cattolicesimo, non ha quindi fatto nulla di strano.
Padre: sì o no?
Il comunicato della diocesi di Verona parla del nostro fratello Padre Giuliano utilizzando il termine Signor.
Il fatto che Padre Giuliano non sia più un Presbitero nella Chiesa di Roma non significa che quel dono immenso, gratuito e che non ha origine umana, gli possa essere revocato.
Riteniamo che nessuna creatura possa revocare un dono del Creatore, a causa della distanza ontologica tra creato e Creatore stesso (Brueggemann, 1984).
La Chiesa Vetero Cattolica Riformata riconosce il grande dono, insito nel Battesimo, di ogni vocazione e si lascia sorprendere dalla bontà e dalla generosità di Colui che ci ha amati per primo (Sal 138,16).
Tuttavia, non nutriamo un particolare interesse per quei titoli che sono legati al potere e al prestigio, espressione di un Cristianesimo che, ci sembra, abbia deciso di confidare nei codici, negli anatemi e nell’illusione dell’ortodossia quando, anzichè ricerca di ciò che è vero, buono e coerente col Vangelo, diventa una scatola angusta che vorrebbe imprigionare lo Spirito Santo.
La Chiesa Vetero Cattolica Riformata cammina con gioia con i fratelli e le sorelle di tutte le denominazioni Cristiane che lo desiderano, in un clima di rispetto e fraternità. Con loro, proclama il Credo Apostolico, sintesi delle dottrine comuni. In questo caso, al contrario, è stato scritto un comunicato poco accogliente e ingiusto.
Scismi, ministero e rispetto tra chiese
La Chiesa Vetero Cattolica Riformata è ben consapevole delle divisioni nella Cristianità ma ritiene che definire “scismatica” una Chiesa sulla base delle differenze teologiche e pastorali senza alcuno sguardo o riflessione sulla storia della comune fede non faccia altro che creare sterili polemiche (Filoramo & Menozzi, 2002, Ferrario & Jourdan, 2024).
Meditando i Vangeli che ci narrano l’Ultima Cena di Gesù, il contrasto stridente con molte pratiche ecclesiali è evidente.
Laddove Gesù parla di servizio (Mt 20, 24-28), troppo spesso il ministero ordinato è una questione di titoli, divise e onorificenze. Laddove Gesù accoglie tutti -Giuda Iscariota incluso- alla mensa Eucaristica, troppo spesso il Corpo e il Sangue di Cristo sono una sorta di “premio per gli obbedienti” anziché segno dell’amore incondizionato di Dio.
Noi crediamo che l’Eucaristia sia un dono e se Cristo -vero Uomo e vero Dio- non ha posto condizioni “di accesso” perché dovremmo farlo noi?
Come Chiesa, abbiamo deciso di non partecipare alla “battaglia dei Sacramenti” : laddove esistono una valida successione apostolica e una comunità di fede, lì Cristo è presente.
Esistono comprensioni diverse del Cristianesimo, è un dato di fatto.
La Chiesa Vetero Cattolica Riformata ritiene che le differenze non siano mai un buon motivo per non riconoscersi in Cristo e per non rispettare il ministero altrui.
Il ministero di Padre Giuliano e la nostra Chiesa
Padre Giuliano Costalunga ha ripreso il ministero nella nostra Chiesa. Il suo Presbiterato è un dono, un segno visibile della presenza di Dio nella storia dell’umanità, un Dio che trae occasioni di vita anche da ciò che viene “scartato” o messo da parte.
Il ministero di Padre Giuliano si incarna in una vita fatta di lavoro, amicizie e della vicinanza con chi trova in lui parole di accoglienza presso la Comunità Bethlehem e nei contesti in cui
viene invitato. Un’azione generosa, spesso rivolta proprio a quelle persone che il vitello d’oro dell’ortodossia ha ritenuto potessero rimanere ai margini o essere escluse: famiglie che hanno
vissuto l’esperienza del divorzio, persone con posizioni teologiche diverse, le minoranze sessuali.
Il vitello d’oro dell’ortodossia è prevedibile: tra chi è dentro e chi è fuori esiste il confine netto dell’anatema.
Ciò che, al contrario, è imprevedibile, è Gesù. E’ il Vangelo di Luca (Maggi, 2011) a mostrarci l’accoglienza di Gesù che annulla ogni distanza e restituisce la dignità, con buona pace dei farisei.
Il ministero di Giuliano concretizza il modo in cui vive la sua identità Vetero Cattolica: senza sfarzi e senza cattedrali ma aperto a chiunque si riconosca nel Credo, nella Teologia e nella
Pastorale Vetero Cattolica Riformata.
Il Cristianesimo che ha bisogno della paura, dell’obbedienza cieca, del potere, del sospetto verso l’altro da sé e di un Dio punitivo non solo allontana le persone ma tradisce il Vangelo (Maggi, 2011). Padre Giuliano Costalunga e la Comunità Bethlehem, insieme alla Chiesa Vetero Cattolica Riformata, desiderano mettersi alla sequela di Cristo, abitando con Gesù le periferie della nostra società, creando a una società più giusta, plurale e accogliente.